A cura di Fernando Mazzocca e Gregorio Taccola

 

3 aprile – 23 agosto 2015

Gallerie d'Italia – Palazzo Leoni Montanari

Vicenza

 

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A Vicenza, la mostra ha per protagonisti gli artisti-soldato, coloro che sono stati diretti testimoni della guerra, sia perché vi parteciparono in qualità di volontari, convinti dell'opportunità di riscattare le cosiddette terre irredente, come Trento e Trieste, sia perché operarono in veste ufficiale di reporter con l'incarico di documentare gli eventi.

 

In esposizione disegni di Innocente Cantinotti che rappresentano i luoghi resi celebri dalla guerra (Montello, Monte Grappa, Vittorio Veneto, il Carso, il Piave) e dipinti di Achille Beltrame, il più popolare degli illustratori di giornali del tempo. Vengono anche documentate le manovre, come nella tavola di Italico Brass, mentre nella serie di litografie di Aldo Carpi, nei disegni di Michele Cascella e dello stesso Cantinotti, tutti ripresi dal vero tra gli accampamenti e le trincee, diventano protagonisti gli umili soldati, i fanti senza nome che furono insieme vittime ed eroi di quelle vicende. Ad attestare che nulla venne risparmiato, una sezione della mostra ricostruisce la vicenda relativa ai gravi danni subiti dalla Gipsoteca di Possagno e in particolare dai bellissimi gessi di Antonio Canova, ridotti in molti casi a volti e corpi mutilati.

 

Viene inoltre presentata una sezione fotografica con opere di Luca Campigotto realizzate nell'ambito del progetto Teatri di guerra, curato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli Anniversari di Interesse Nazionale, e dedicata a quelle testimonianze della guerra di montagna – percorsi, sentieri, trincee, forti, postazioni, gallerie, grotte – che in cento anni la natura non è riuscita né ad assimilare né a cancellare del tutto.


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